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Stefano Benni. Pane e tempesta. Feltrinelli, Milano, 2009.

Incipit

Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono e i buoni uccidono.

Ma dietro gli occhi chiusi, ognuno mantiene il proprio segreto.

Perciò non sapremo mai cosa sognava il Nonno Stregone quella notte, quando all'alba il suo naso si svegliò.

La prima cosa, infatti, che il nonno faceva ogni mattina, non era aprire gli occhi ma annusare.

Era quella la prova di aver passato un'altra notte e di essere ancora momentaneamente vivo.

Aprendo gli occhi avrebbe infatti visto il buio e le ombre della sua stanza. E avrebbe potuto trovarsi ancora in qualche onirico inganno o oscuro mondo parallelo.

Ma annusando non poteva sbagliare.

Se avesse sentito l'odore di zolfo e alcol per accendere il grill, quello poteva essere l'inferno. Odore di pane e mosto, il paradiso. Sul purgatorio non aveva le idee chiare, ma pensava odorasse di semolino.

A volte il Nonno Stregone temeva di svegliarsi negli odori di una vita passata. Ad esempio, un rude aroma di coperta militare e insalata di piedi lo avrebbe riportato in caserma. Matita e gesso di lavagna, era di nuovo bambino sul banco di scuola. Nebbia e lana di passamontagna, in bici verso il lavoro. Inchiostro e piombo, la tipografia.

Ma se avesse sentito odore di lavanda e peperonata, allora al suo fianco, nel letto, ci sarebbe stata la Jole. Perchè la Jole, compagna della sua vita per lunghi anni, emanava quell'odore fascinoso e meticcio: i suoi capelli prima biondi e poi bianchi avevano un buon odore di shampoo, ma cinquant'anni di aerosol alla peperonata in cucina li avevano permeati, e non c'era lavaggio che potesse scindere questo connubio.

© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano 2009

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GALINA DENISSOVA

Con Pane e Tempesta torna Stefano Benni, un fuoriclasse del racconto, capace di impressionare con i suoi giochi linguistici, neologismi inaspettati, trame poetiche e al tempo stesso reali. Sullo sfondo di un paese immaginario (che rimanda al Bar sotto il mare del 1987 e ancora di più al Bar Sport del 1997) vengono narrate in una cornice fiabesca le storie surreali che oltrepassano liberamente i confini tra passato e presente, tra realtà e fantasia. Il nastro narrativo del romanzo gira attorno alla figura del Nonno Stregone che “conosceva la lingua gioiosa dell'acqua dei torrenti e la voce paurosa del pozzo, sentiva cosa accadeva sotto terra e sopra le nuvole” (p. 16). I protagonisti, dunque, vivono in un paese fermo a 40 anni fa che di colpo viene sconvolto dall'arrivo dei tempi, in cui il Bar Sport lascia il posto a Supermercato e un'ombra oscura della “crisi” copre il paese. La trama è tutta qui, ma la sua apparente semplicità ha uno spessore che riesce a comprendere tutta la storia italiana degli ultimi cinquanta anni ed è caratterizzata dalla famosa vena satirica che attira il lettore più esperto e smaliziato. Nel libro si ritrova la scrittura abituale à la Benni, fatta di periodi brevi, espressioni gergali, calembour arditi nonché di immancabili frasette tipiche che colpiscono con la loro capacità di dire tantissimo in poche parole: “Un calzino, messo nel cassetto, cercherà quasi sempre di far coppia con un calzino diverso” (p. 14) oppure “Tutti pregano e adorano Dio, ma le cose vanno male. Se invece tutti insieme facciamo capire a Dio che non siamo contenti, o se ne va, o ne viene uno migliore. Tutti meritiamo di più” (p. 51). In un certo senso, si tratta di un elogio al mondo perduto che lascia una minuscola speranza nell'abilità del Nonno Stregone e dei suoi amici, abituati a mangiare “pane e tempesta”, di salvare la dignità del mondo moderno. Ma in fin dei conti, dopo la lettura di Pane e Tempesta (peraltro, di ben 248 pagine e forse un po’ prolisso) rimane il retrogusto amaro di déjà vu che aggiunge poco o niente a quello già detto da Stefano Benni nei libri precedenti.

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Biografia dell'autore

Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947) è un giornalista, scrittore e poeta italiano. È autore dei romanzi Terra! (1983), Comici spaventati guerrieri (1986), La Compagnia dei Celestini (1992), Elianto (1996), Saltatempo (2001) e delle raccolte di racconti Bar Sport (1976), Il Bar sotto il mare (1987), Bar Sport Duemila (1997). Collabora con diversi giornali e settimanali tra i quali L’espresso, Panorama, La Repubblica, Il manifesto. Nel 1989 con Umberto Angelucci diresse il film Musica per vecchi animali, tratto dal suo romanzo Comici spaventati guerrieri e interpretato da Dario Fo, Paolo Rossi e Viola Simoncioni. È inoltre autore di alcuni progetti nel campo musicale.

Che cos'è Pane e tempesta? - È un libro dove io ritorno un po' al comico. Ed è un equilibrio tra tragico e ironico. - Intervista di Stefano Benni rilasciata alla RadioAlt

 
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