Russa versione

, Eduard Limonov

Il trionfo della metafisica

Traduzione dal russo: Giulia De Florio, Elena Freda Piredda
Milano, Salani. 2013

Nel Trionfo della metafisica Eduard Limonov, noto scrittore, poeta e politico russo, racconta i mesi trascorsi all’interno della colonia penale n° 13 nelle steppe della regione di Saratov. Al lager Limonov era arrivato all’inizio del maggio 2003 dopo due anni di prigione. Il libro pullula dei personaggi più disparati: i duri passati per le carceri e i campi di rieducazione per giudizi spesso iniqui e affrettati, i criminali incalliti, ma anche gli innocenti ingiustamente condannati. Tutti riforgiati in qualche modo dall’esperienza dolorosa della prigionia, non necessariamente abbrutiti, ma quasi sempre colti dallo sguardo pungente e imperturbabile dello scrittore nella loro insopprimibile ma castrata umanità.

Limonov si inserisce nella grande tradizione letteraria russa: quella che, scontrandosi tragicamente con la realtà del carcere e del gulag, ha trasformato la prigionia in una metafora della società e della condizione umana. Ogni pagina di questo libro è una tensione verso l’ascesi; l’esperienza penitenziaria diventa superamento dei limiti spazio-temporali, esercizio di controllo e padronanza di sé; il recluso è un monaco, la sua libertà è tutta interiore e va conquistata e difesa ogni giorno.

Con più di trenta romanzi all’attivo, poesie, scritti teatrali, articoli e saggi tradotti in moltissime lingue, Eduard Limonov è noto in Europa grazie anche al libro straordinario dedicatogli dal letterato e giornalista francese Emmanuel Carrère.

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